L’evento finale

Lo spettacolo “Chico Mendes: la terra delle fiamme” nasce da un attento studio della tematica legata alla difesa della foresta Amazzonica dalla distruttiva attività di deforestazione che gli attori di Onirica compagnia teatrale di Bari hanno condiviso con il Centro di Educazione Ambientale Pollino Basilicata di Chiaromonte.

Molteplici le fonti informative di partenza, articoli e video recuperati sul web nonché libri inerenti la tematica fra i quali: “Chico Medes e la lotta dei seringueiros dell’Amazzonia” di Bonanni, “Amazzonia Respiro del Mondo” di Theophilo, “Se Fossi Indio” di A. Lo Curto, “Chico Mendes, una vita per l’Amazzonia”di A. Marzi, “Chico Mendes, un sindacalista a difesa della natura” di G. Alioti e soprattutto “La Stagione del Fuoco (L’Assassinio di Chico Mendes e la lotta per Salvare l’Amazzonia”) di Andrew Revkin, dal quale abbiamo tratto molti passaggi e molte dichiarazioni rilasciate dai personaggi protagonisti della vicenda legata a Chico Mendes.

La nostra ricerca teatrale, tuttavia, da un punto di vista drammaturgico, non si è limitata alla biografia del sindacalista brasiliano Chico Mendes  (che fu assassinato nel 1988 dagli allevatori di bestiame che incendiavano sistematicamente tratti di foresta, appoggiati dai governi che portavano strade e industrie nelle foreste vergini) ma è legata a racconti, immagini e aneddoti:

  • dei raccoglitori di gomma e degli indios che vivono nel cuore della giungla e la cui sopravvivenza è in strettamente legata al fragile equilibrio della natura stessa e del complesso ecosistema della giungla tropicale pluviale;
  • delle infinite specie di esseri viventi vegetali e animali  nascosti nell’Amazzonia, quale parte del pianeta Terra con il più elevato indice di Biodiversità della Specie;
  • sulla fondamentale importanza dell’azione svolta dalla foresta Amazzonica per l’ossigenazione terrestre e per il contenimento delle minacce legate al riscaldamento della Terra e al Buco nell’Ozono;
  • delle  numerose attività e potenzialità economiche sostenibili dell’Amazzonia, quale riserva estrattiva per la produzione di prodotti naturali e medicinali vivendo in pace con l’ecosistema senza danneggiarlo;
  • sull’ importanza di tutte le specie vegetali ed in particolare agli alberi delle Castanheiras e degli Hevea Brasiliensis (o albero della Gomma) per l’economia di diverse regioni brasiliane della foresta pluviale e di quelle limitrofe;
  • relativi ai processi storici ed economici del boom del commercio della Gomma che ha caratterizzato l’economia, lo sviluppo e l’occupazione del Brasile e della foresta amazzonica  tra il 1730 ed il 1945
  • relativi ai piani di  investimento infrastrutturale (strade, ferrovie, dighe, villaggi) che hanno provocato la distruzione di ettari di foresta successivamente  alla loro entrata in vigore, promossa dai vari governi brasiliani con l’appoggio di banche e speculatori internazionali;
  • degli “empate” ovvero degli scontri fra i seringueiros indigeni e gli operai assunti dagli per procedere ai tagli della vegetazione: strumenti adottati dalle popolazioni locali per fermare la distruzione selvaggia della foresta;
  • che descrivono l’arrivo degli allevatori e del bestiame per occupare le terre a poco prezzo della foresta e le conseguenze immediate in termini di incendi e devastazione;
  • relativi ai progetti di alfabetizzazione e di scolarizzazione dei seringueiros e delle loro famiglie messi in atto da Chico Mendes e dalla Allegretti, nonché le politiche per la tutela dei diritti umani collegati (ospedali, assistenza sociale e diritti dei lavoratori sino ad allora sfruttati dai padroni delle terre);
  • delle progressive alleanze fra i seringueiros, gli indios e le organizzazioni internazionali ambientaliste e di tutela dei  diritti umani di tutto il mondo per riunire la lotta dei lavoratori alla difesa dell’Amazzonia in una politica di  livello internazionale;
  • degli anni del terrore, direttamente collegati agli assassinii commissionati  dagli allevatori e dagli speculatori a danno di sindacalisti, dei politici, dei preti, degli uomini e delle personalità locali che hanno combattuto contro la deforestazione e la distruzione della giungla.

L’approccio interpretativo è stato quello del commento brechtiano che passa dal racconto in terza persona di un personaggio all’interpretazione diretta ed immediata . Abbiamo, con le improvvisazioni (documentate), costruito canovacci e scritto dialoghi (come avveniva ai tempi i della commedia dell’arte) al fine di sviluppare sulla scena conflitti, talvolta comici, talvolta tragici, attraverso i punti di vista dei personaggi stessi. I personaggi tipi della commedia dell’arte classica sono stati un prezioso riferimenti per i personaggi della nostra storia: appartengono alla categoria dei padroni (pantalone)i  ricchi e potenti  allevatori e  i capi criminali; alla categoria degli zanni (servi poveri) i seringueiros, i pistoleiros (banditi)   e gli operai taglialegna; alla categoria dei capitani (stranieri e portatori di battaglie) gli investitori internazionali. Protagonista della nostra commedia è Chico Mendes, sindacalista che lotta per la difesa dei diritti dei lavoratori e dei raccoglitori di gomma ma anche degli indios e, quindi, per la difesa della foresta, coadiuvato da Mary Allegretti, antropologa e amica di Mendes, che molto aiuto gli ha dato per portare fuori dai confini brasiliani le problematiche legate ai seringueiros e agli indigeni, cercando un punto di incontro con le politiche ambientaliste internazionali degli anni 70-80 e successivi.

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